domenica 26 aprile 2026

REPORT RAGIONATO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE RDS DEL 10 APRILE 2026




di Lorenzo Mortara
RSU FIOM Vercelli




Sono intervenuti 28 compagni più relazione e repliche della portavoce. Per noi han parlato Grisolia Cimmino e Pomari che mi son perso. Como è stata riconfermata Segretaria... pardon portavoce, presumo di Riconquistiamo Tutto, visto che in mancanza di Democrazia e Lavoro, RDS esiste solo formalmente, con 40 voti a favore, 2 astenuti (una compagna per questioni procedurali di metodo e dell’altro dirò alla fine) e 1 contrario (non ho capito chi). Sono intervenuti tra i 28 anche alcuni compagni di Democrazia e Lavoro, non so se perché restano in Rds o solo perché son venuti per farsi un’idea. Un centinaio di presenti tra platea e on line, più o meno 50% a testa.

INTERVENTO DI ZASSO ASSEMBLEA DI SENSIBILITÀ INTERNA RDS 27 MARZO 2026




di Achille Zasso
Direttivo SPI-CGIL Milano



Le mie critiche a Riconquistiamo Tutto in passato ed a Radici del Sindacato oggi le ho esposte nella nostra riunione di Opposizione di classe (Sensibilità di area) del 17 marzo u.s.

Riporto alcune critiche relative alla discussione che stiamo facendo in Opposizione di classe.

INTERVENTO DI ZASSO ASSEMBLEA DI SENSIBILITÀ INTERNA RDS DEL 23 APRILE 2026




di Achille Zasso


Le risposte del 26 marzo – alla nota di sei compagne e compagni dell’Esecutivo di Radici del Sindacato che fanno riferimento ad Adriano Sgrò, da parte di altre otto compagne e compagni con a capo Eliana Como, portavoce dell’Area e prima firmataria, ma soprattutto alle sue conclusioni nel Coordinamento nazionale di Milano del 10 aprile – potevano essere costruite e mandate in maniera radicalmente diversa.

Le sette compagne e compagni con a capo Eliana Como hanno scritto, nella Risposta alla nota di sei compagni e compagne dell’Esecutivo di Radici del Sindacato che fanno capo ad Adriano Sgrò, che “speravano di non dover arrivare al punto in cui si scrivono note firmate collettivamente che esplicitano una frattura. Invece auspicavano di ricomporla nel Coordinamento del 10 aprile con una discussione politica, trasparente e serena”.

Noi, di Opposizione di Classe (Sensibilità di Area) criticamente ci siamo domandati come si potesse pensare di ricomporre la frattura dentro Radici del Sindacato se il Coordinamento si fosse svolto – anche solo considerando le modalità della sua convocazione – in maniera “monca”.

I sette compagni e le compagne firmatari della risposta scritta dalla Como hanno detto che avrebbero potuto anche loro convocare il Coordinamento con le loro firme, ma hanno condiviso la proposta di Eliana che fosse lei a convocarlo, per evitare le firme contrapposte degli uni (Como) e degli altri (Sgrò) e l’esplicitazione di una frattura che era più difficile sanare. Hanno aggiunto che per la convocazione del Coordinamento sono arrivate accuse di “autoritarismo, autoreferenzialità, riferimenti a servi e padroni e a metodi stalinisti solo per tenere tra noi un confronto politico”.

A parere della nostra Opposizione di classe (Sensibilità di Area) l’esplicitazione di una frattura e le accuse di autoritarismo, referenzialità, riferimenti a metodi stalinisti sono da far risalire a comportamenti ben più gravi delle sbagliate modalità di convocazione del Coordinamento del 10 aprile. Comportamenti da attribuire ad una pratica autoritaria e dispotica (bonapartista) usata frequentemente dalla portavoce, dal coordinatore organizzativo e da parte dell’intero Esecutivo in questi mesi ed anni di governo e di gestione di Radici del sindacato.

Infatti, noi Opposizione di classe, ci domandiamo come si sia potuto affermare senza pensare – come hanno fatto semplicisticamente i sette firmatari della risposta della Como ai sei firmatari dell’antitetica nota di Sgrò – che c’era da tempo una comune volontà distruttiva dentro l’Area che ha portato ultimamente la portavoce a convocare il coordinamento con le anomale modalità sopra dette, omettendo in pari tempo di dichiarare e denunciare esplicitamente che c’era stata (e c’è tuttora in maniera evidente) una responsabilità per la frattura che da tempo si era palesata, una discontinuità e una interruzione dei lavori che da mesi o da anni si erano manifestate per la divisione insanabile fra le due componenti su questioni politico-sindacali di fondo, fra due vere e proprie fazioni all’interno di Radici del sindacato.

La portavoce ha detto che i Coordinamenti in questi mesi e in questi anni sono stati sempre convocati su date e ordini del giorno condivisi tra lei e Adriano e oggi si è arrivati a questa rottura perché è stata ripetutamente rifiutata la richiesta di definire insieme una data per aprire un chiarimento politico tra noi, sostenendo da parte di Sgrò che altri dovevano essere i tempi e soprattutto altre le questioni all’ordine del giorno. La portavoce si è chiesta: “si poteva accettare il veto a questa discussione?”

Nonostante la portavoce abbia detto che in passato le date e gli ordini del giorno del Coordinamento sono stati sempre concordati di comune accordo tra la portavoce e il coordinatore organizzativo, e solo oggi, a distanza di mesi o anni dai primi conflitti manifestatisi tra le due parti, si è arrivati a definire unilateralmente una data con il rifiuto, la dissociazione e la diserzione di Adriano Sgrò e di quella parte della sua componente che si è dichiarata contraria, la responsabilità dei ritardi politici e dei danni causati a Radici del sindacato, non possono non essere imputati in parte principale alla portavoce (ma non esclusivamente e non solo a lei) e a quella parte dell’Esecutivo che ne ha condiviso l’operato.

Noi di Opposizione di Classe abbiamo da sempre ritenuto che l’incontro per la chiarificazione dovesse essere richiesto e fatto in tempi molto più stretti dalla parte richiedente con la parte invitata all’appuntamento. La sua mancata effettuazione o il suo esito negativo doveva, a parere nostro, aprire un’ampia discussione e forse un aspro dibattito sulla natura, le finalità e il destino dell’Area, fra i vertici, i militanti, i singoli compagni e compagne, i simpatizzanti che all’ultimo congresso hanno combattuto in estrema minoranza e con grandi difficoltà per portare voti al nostro Documento congressuale.

Il merito per i posti centrali, regionali, territoriali, di zona – conquistati negli organismi dirigenti della CGIL al XVIII Congresso e attualmente ricoperti da compagni e da compagne di Radici del sindacato – è da attribuire a quei militanti, a quei singoli compagni e compagne, a quei simpatizzanti della nostra Area che hanno raccolto voti per il Documento di Radici del sindacato.

La nostra Opposizione di classe ha rivendicato in occasione del Coordinamento del 10 aprile (ma anche molto prima) la convocazione di un’Assemblea nazionale dell’Area, come lo strumento più efficace per una chiarificazione.

Non avendola mai ottenuta continuiamo a rivendicarla tuttora.

Non si poteva e soprattutto non si doveva accettare il ricatto provocatorio di Adriano Sgrò alla nostra richiesta di chiarificazione politica, pena compiere un atto di autolesionismo o di suicidio dell’Area.

Le ripetute “differenziazioni di voto” delle due anime di Radici del Sindacato nell’Assemblea generale CGIL, le “profonde divergenze” sulla LIP Sanità (Legge di iniziativa popolare) fra le due componenti dell’Area, erano segnali che davano origine anche ad una valutazione politica sul ruolo della sinistra sindacale (il Grillo parlante). Davano al voto sulla LIP e a quelle contraddittorie e convulse differenziazioni di voto all’Assemblea generale CGIL una valenza generale sul profilo e l’azione dell’area.

Dal momento del ripetuto verificarsi delle differenziazioni di voto all’Assemblea generale CGIL a quello della polemica sulla LIP Sanità doveva essere aperta una crisi in Radici del sindacato con l’avvio di un ampio dibattito democratico che si concludesse in un’Assemblea generale dell’Area che la nostra Opposizione di classe (Sensibilità di area) aveva da tempo fermamente richiesto.

Noi compagni di Opposizione di classe, non avendo mai ottenuto dalla portavoce e dall’Esecutivo, l’assenso alla convocazione di un’Assemblea nazionale dell’Area, nonostante le nostre insistenti richieste, siamo ora tutti d’accordo per organizzare un’Assemblea autoconvocata della nostra Sensibilità di area, valutando l’opportunità politica, la concreta possibilità attuativa, gli effetti che potrebbe avere in questo momento questa iniziativa sulle compagne e sui i compagni della nostra Opposizione di Classe (Sensibilità di Area).

giovedì 9 aprile 2026

ASSEMBLEA NAZIONALE SUBITO! PER UN'AREA COLLEGIALE E DEMOCRATICA





Coordinamento Nazionale Le Radici del sindacato. Milano, 10 aprile 2026

ZASSO SPIGOLA
GRISOLIA CIMMINO MORTARA


Questo Coordinamento de Le Radici del Sindacato appare eccezionale nelle sue premesse. Per la prima volta è convocato per una spaccatura ufficiale tra i principali esponenti delle due componenti (Democrazia e Lavoro e Riconquistiamo Tutto!) che hanno dato vita alla nostra area. Spaccatura che emerge sia nella convocazione, sia nel botta e risposta tra membri dell’esecutivo.

domenica 10 agosto 2025

Le Radici del Sindacato si spaccano in due



Franco Grisolia Lorenzo Mortara Gennaro Spigola Achille Zasso



Il documento varato dalla Segreteria della Cgil, dopo i due giorni di Assemblea Generale del 23 e 24 Luglio scorso, conferma come se niente fosse la linea fin qui adottata. Archiviato il referendum senza alcun bilancio della sconfitta, la Cgil proseguirà come prima senza alcuna rottura con quella Cisl che viaggia a braccetto del Governo a guida neo fascista e che non si fa scrupolo a rompere l’unità quando le pare.

domenica 25 maggio 2025

CHIEDIAMOCI SE ESISTE ANCORA L'AREA



di Franco Grisolia, Lorenzo Mortara, 
Gennaro Spigola, Achille Zasso



L’8-9 Giugno siamo chiamati a votare e a far votare i referendum abrogativi proposti da parte della Cgil, ferma allo sciopero del 29 Novembre, a cui non è stato dato seguito nonostante i propositi e gli appelli della «rivolta sociale» di Landini.

mercoledì 20 novembre 2024

LETTERA A LANDINI


 

Franco Grisolia – Achille Zasso – Gennaro Spigola – Lorenzo Mortara

iscritti Cgil tra SPI e FIOM






Caro Compagno Segretario,




non si contano più gli anni in cui verso Natale, la Cgil va a uno sciopero rituale contro la manovra del governo. Anche quest’anno lo sciopero arriva senza un bilancio del precedente. L’anno scorso si disse “adesso basta”, oggi si incita giustamente alla “rivolta sociale” per fermare la manovra di bilancio, ma non ci si chiede mai se l’azione messa in campo sia adeguata alla durezza dello scontro. Allora scioperammo territorialmente, impensierendo ben poco il governo Meloni. Cosa fa credere che una manifestazione analoga possa invertire la rotta? Allora si disse che era solo l’inizio e che non ci saremmo fermati, ma la verità è che il vero seguito dello manifestazione del 2023 è questo analogo sciopero del 2024, sempre depotenziato perché diviso per territori e sempre lungi dall’impensierire più di tanto la Meloni. Se ci ritroviamo a scioperare nel 2024 suppergiù per le stesse ragioni dell’anno scorso, è perché al di là delle frasi roboanti non abbiamo spostato di una virgola i rapporti di forza.

REPORT RAGIONATO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE RDS DEL 10 APRILE 2026

di Lorenzo Mortara RSU FIOM Vercelli Sono intervenuti 28 compagni più relazione e repliche della portavoce. Per noi han parlato Grisolia Cim...