di Achille ZassoDirettivo SPI-CGIL Milano
Le mie critiche a Riconquistiamo Tutto in passato ed a Radici del Sindacato oggi le ho esposte nella nostra riunione di Opposizione di classe (Sensibilità di area) del 17 marzo u.s.
Riporto alcune critiche relative alla discussione che stiamo facendo in Opposizione di classe.
La nostra area Radici del Sindacato ha manifestato fin dalla sua formazione, come manifesta in questo momento, problemi che evidenziano questioni di diversa natura.
Un’area di Opposizione di Classe come quella che vogliamo formare dovrebbe:
a) avere autonomia e indipendenza dai gruppi politici;
b) dare solidarietà e sostegno alle lotte con iniziative e mobilitazioni;
c) tendere a superare le difficoltà resistenti all’unità di classe;
d) fare concretamente iniziative, presidi, manifestazioni, lotte;
e) dare un ruolo e una funzione materiale all’Area
f) Opposizione di Classe.
Ma una caratteristica molto evidente nella nostra Area è espressa da una forte politicizzazione, ossia dall’appartenenza e dalla affiliazione delle sue anime sindacali (già esistenti prima in Riconquistiamo Tutto ed ora in Radici del Sindacato) ai partiti della sinistra antagonista, oggi presenti nella società italiana.
Sull’autonomia e l’indipendenza del sindacato nel Documento congressuale di Radici del Sindacato, approvato al XVIII Congresso della CGIL c’è scritto: “La CGIL, rivendicando un suo ruolo e azione politica deve riconquistare una propria autonomia, da ogni situazione, dal PD e dai palazzi del potere … Abbiamo bisogno che rompa con le compatibilità istituzionali e con la subalternità al PD e ai palazzi del potere (molti compagni dicono anche con la subalternità alle formazioni politiche minori), indipendente dai padroni e dai governi … La CGIL soprattutto deve dare più spazio ai comitati di lotta e ai consigli e difendere la propria autonomia in ogni modo …”
Nessuno può precludere evidentemente che lavoratrici e lavoratoti iscritti alla CGIL, militino in partiti, formazioni politiche e movimenti esterni alla CGIL, con esclusione beninteso l’iscrizione e la militanza in soggetti politici e movimenti fascisti e razzisti – oltre agli altri indicati nello Statuto. La militanza nella CGIL deve essere improntata e caratterizzata da autonomia e indipendenza da tutte le organizzazioni politiche e non.
Si è verificato frequentemente che compagne e compagni, militanti in partiti o nelle formazioni sopra indicate, si siano comportati nella nostra Area in modo non autonomo e non indipendente.
Il compagno Aliosha Stramazzo di Torino, fra i primi alfieri della portavoce Eliana Como, nel dibattito che si sviluppò sulla proliferazione delle micro aree partitiche all’interno di Riconquistiamo Tutto, disse che la narrazione fatta da Zasso, secondo la quale nell’area ci sarebbe uno scontro aspro fra due formazioni politiche che si contendono posizioni di supremazia, è una stronzata colossale!
Per rimanere solo all’Esecutivo, Stramazzo aveva contato compagne e compagni di Sinistra anticapitalista (7 di cui uno, Nando Simeone, ultimamente si asteneva sempre), del Partito comunista dei lavoratori (3 variamente collocati nello stesso partito), almeno due compagni di Rifondazione comunista, uno di Potere al Popolo, un compagno dell’area dell’Autonomia di classe, altri sei (compreso Zasso) senza partito o di cui non si conosceva l’appartenenza politica.
Il compagno Serafino Biondo di Palermo, altro fedelissimo alfiere della portavoce Eliana Como, commentava: “con queste dichiarazioni non rendiamoci ridicoli, per favore!”
Angelo Pozzi di Milano interveniva dicendo: “compagno Aliosha, a tutti scappano frasi gergali, ma Achille non dice stronzate, dice la sua e comunque, visto che parliamo di noi, non è certo ridicolo, poi sui numeri devi piuttosto prepararti meglio, anche per la commissione contrattuale del nostro contratto dei bancari”.
La caratteristica della soverchia presenza e della lotta tra diverse fazioni politiche all’interno dell’Area non si è attenuata (anzi è aumentata) rispetto al passato, quando si insediò l’attuale portavoce e si affermò il predominio di un gruppo politico sugli altri.
L’Area cominciò ad essere politicizzata e burocratizzata, nel senso che dalla portavoce furono favorite alcune organizzazioni politiche (Sinistra anticapitalista e Rifondazione Comunista) rispetto ad altre.
La portavoce si contrappose anche a singoli compagni e compagne o a gruppi di compagni e compagne che non erano del suo partito (Sinistra anticapitalista).
Poi ci furono divergenze, scontri e avversioni anche nei confronti di singoli compagni e compagne. La discussione divenne difficile e impossibile.
Iniziò l’emarginazione e l’epurazione di alcuni compagni e compagne che non facevano parte di alcun partito o dei partiti che non sostenevano l’Esecutivo o il potere più ristretto nell’Esecutivo dell’Area.
Si verificò successivamente l’uscita dall’Area di Sinistra-Classe rivoluzione-Giornate di marzo, ma non si seppe mai perché uscirono, perché non ci fu mai una discussione.
Ci fu un arroccamento e una burocratizzazione della portavoce e dell’Esecutivo e l’irrigidimento nei confronti di chi non era in sintonia (specie alcuni pensionati) con il gruppo più ristretto dell’Esecutivo.
Ci fu una delimitazione delle diverse posizioni e una chiusura dell’Area che fece prevalere un’unica posizione sulle altre.
Ci fu una rottura, prima nella Conferenza di organizzazione e poi al XXIII Congresso.
Anche attualmente c’è una forte presenza di micro partiti e un conflitto senza quartiere nell’area Radici del Sindacato.
C’è un gruppo di formazione trotzkista (Sinistra Anticapitalista) di cui fa parte la portavoce dell’Area.
C’è un altro gruppo di formazione trotzkista, rivoluzionario, molto antagonista e all’opposizione (Partito comunista dei lavoratori).
C’è un gruppo che fa parte della sinistra conflittuale italiana (Rifondazione comunista).
C’è un gruppo comunista con influenze staliniste (Partito comunista italiano).
Ci sono altri partiti della sinistra antagonista.
Ci sono soprattutto compagne e compagni senza partito, che nell’Area sono molto probabilmente i più numerosi.
C’è Luca Scacchi che costituisce una presenza soggettiva (ma sostanzialmente omogenea alle posizioni della portavoce), collegato con alcuni compagni e compagne della Toscana.
Sinistra classe e rivoluzione (oggi Partito Comunista Rivoluzionario, Giornate di Marzo è la sua corrente in Cgil), ha costituito nei rapporti prima con Riconquistiamo Tutto e oggi con l’Area Radici del Sindacato un problema mai chiarito e risolto.
La presenza di tanti soggetti politici ha aumentato la conflittualità nell’Area all’ennesima potenza, indebolendola sindacalmente.
Oggi, dopo la gestione di Riconquistiamo Tutto, la situazione è ancora più pesante ai vertici dell’area Radici del Sindacato, che è stata lottizzata e fortemente burocratizzata.
Nel comportamento della portavoce c’è un atteggiamento simile a quello di Landini. Attorno a lei c’è un cerchio magico che costituisce la sua claque.
È un gruppo prevalente di compagni di Sinistra anticapitalista.
Nella costruzione e conduzione della vecchia area (Riconquistiamo Tutto) come della nuova (Radici del sindacato) sono mancati un ampio apporto collettivo e un lavoro collegiale. La portavoce, l’organizzativo e l’Esecutivo sono stati un gruppetto verticistico che ha comandato l’Area dall’alto.
Dopo l’unificazione dei due tronconi di Riconquistiamo Tutto e Democrazia e Lavoro la situazione è decisamente peggiorata. Al vertice di Radici del sindacato si è arrivati alla rottura, conclamata ma non formalmente ufficializzata, di Eliana Como con Adriano Sgrò.
La cronaca degli ultimi giorni è nota a tutti.
In maniera paradossale e assurda al Coordinamento nazionale di Radici del sindacato del 10 aprile sono stati convocati i principali vertici delle due aree, allargando la chiamata agli altri fedelissimi e subdolamente a tutte le compagne e i compagni dell’area che avessero voluto parteciparvi, con permessi e spese a loro carico.
Ma Sgrò e i suoi hanno rifiutato e tuttavia il Coordinamento è stato fatto in modo dimezzato e in maniera monca.
L’iniziativa del 10 aprile non ha rappresentato affatto uno strumento di reale discussione.
Lo stesso meccanismo autoritario e burocratico usato per formare il Coordinamento dopo il XVIII Congresso sta a dimostrare che non sono state rispettate le regole statutarie e congressuali e le garanzia di giustizia verso compagne e compagni.
Compagni e compagne anche storici di Riconquistiamo Tutto sono stati esclusi dagli organismi dirigenti della CGIL e di Radici del Sindacato e la decisione e la scelta dei nomi è stata prerogativa solo della portavoce (Riconquistiamo tutto) e dal responsabile organizzativo (Democrazia e Lavoro).
I permessi sindacali consentiti per iniziative, assemblee e manifestazioni, la valutazione e l’ordine per assegnare gli interventi, i tempi concessi per parlare alle compagne e ai compagni non graditi alla portavoce o al coordinatore organizzativo (tempi sempre molto stretti e spesso brutalmente tagliati dalla presidenza) stanno ad indicare la natura autocratica e oligarchica di Riconquistiamo Tutto negli anni passati e di Radici del Sindacato al momento presente.
Le informazioni importanti, la discussione politica sono stati “beni di proprietà” dei due responsabili dell’Esecutivo e di singoli amici, mentre la discussione doveva essere “bene comune” allargato alle compagne e ai compagni del Coordinamento, ai rappresentanti dell’Area negli organismi territoriali.
La critica e la denuncia della nostra Sensibilità (Opposizione di Classe) sull’involuzione dell’Area non hanno convinto a cambiare radicalmente sistema i vertici dei due tronconi dell’Area, i componenti dell’Esecutivo e del Coordinamento, i quali hanno continuato a discutere e a decidere nel chiuso delle loro stanze, nascondendo ogni divergenza, ogni conflitto e scontro politico interno e fingendo che tutti i problemi di Radici del Sindacato fossero di normale e ordinaria amministrazione.
Il vaso di Pandora è stato scoperchiato con la convocazione del Coordinamento allargato del 10 aprile, nel quale la portavoce e l’Esecutivo pensavano di poter discutere in modo ingannevole i nostri grossi problemi al loro interno, secondo il loro abituale costume e il solito modo di agire (more solito) oligarchico e autocratico.
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Note sulle Conclusioni tenute come la relazione da Grisolia nell’assemblea del 27 marzo 26
Nelle conclusioni dell’assemblea di Opposizione di Classe (Sensibilità di area di Radici del Sindacato) del 27 marzo 2026 – nella quale il compagno Grisolia ha tenuto anche la relazione introduttiva – Franco ha detto: “C’è una differenza di punti di vista e di teoria fra compagni della nostra Opposizione di Classe, fra me e il compagno Achille ad esempio. Il problema è la correttezza dell’intervento di partito nell’attività del sindacato. Noi, del Partito comunista dei lavoratori non abbiamo mai messo un nostro compagno avanti a un altro di diversa appartenenza politica. E questo Gennaro Spigola lo sa. Nell’Europa dell’Est anteponevano nelle posizioni di comando del sindacato i membri del partito comunista rispetto ai rappresentanti degli altri partiti. E questo avveniva correntemente".
"In Italia oggi – ha detto Franco – nel sindacato c’è un discorso diverso – che però personalmente non convince me completamente – di “cricche” o di “camarille”.
Altri compagni non la pensano come me, perché la mia posizione rifletterebbe una teoria poco credibile di natura “complottista e surreale”, che potrebbe essere definita “pratica della cricca”.
Sono invece profondamente convinto sulla proliferazione e sull’esistenza di spezzoni di partito o di micro formazioni di partito, esistenti un tempo all’interno dell’area di Riconquistiamo Tutto e oggi, di Radici del Sindacato, nonché sulla lotta politica che queste fazioni si fanno tra loro a spesa dell’area sindacale.
Ho parlato di questa situazione ampiamente nella introduzione che ho fatto nell’assemblea di Sensibilità dell’Area del 17 marzo ’26.
Franco Grisolia ha precisato che Tiziano Rinaldini, fratello di Gianni (ex segretario della Fiom) da tempo ha messo in atto all’Università di Bologna una prassi di profondo “entrismo sindacale” (che forse tuttora funziona) guardando non al vecchio Partito comunista italiano, ma al sindacato Cgil e non solo ad esso.
Di Palma, attuale segretario della Fiom, non è finora riuscito ad entrare in quella cerchia, dalla quale Giorgio Cremaschi si dimise quando nella Fiom ruppe con le posizioni di Gianni Rinaldini.
Maurizio Landini è un uomo che fa parte di quella cricca.
Anche Eliana Como ha una sua cricca. La zarina è autonoma nel suo partito, non è subordinata ad alcun organismo di partito. E nell’Area gli indipendenti del suo gruppo sono i maggiori proconsoli della zarina.
Luca Scacchi ha rotto con i compagni del Partito comunista dei lavoratori per poter fare il servitore della Como.
Franco Grisolia ha proseguito dicendo che non crede che il problema dell’Area sia l’autonomia dai partiti. Landini era iscritto al partito comunista, ora fa comunella con la Schlein. La linea di Landini è opportunista e non classista.
Adriano Sgrò è un compagno di viaggio occasionale.
Il problema dell’Area non è ottenere l’indipendenza dai partiti, ma combattere il “gioco delle cricche”. A noi nella Opposizione di Classe (Sensibilità di area) interessa che ci sia un’ala nel sindacato che appoggia i partiti.
Franco ha concluso precisando che dalla maggioranza della CGIL non otterremo nessun posto sulla crisi della Como, ma con 100 compagni impegnati nella costruzione della Sensibilità di area garantiremo l’agibilità democratica ai nostri compagni e nessuno potrà rifiutarsi di riconoscercela.
In Toscana non ci interessava che per rafforzare l’Area i compagni fossero del Partito comunista dei lavoratori ma che non fossero della Como.
Dobbiamo fare un’assemblea della nostra Sensibilità di Area di almeno un giorno, coperta dai permessi e dai rimborsi sindacali.
L’assemblea nazionale dell’Area dovrebbe essere di due giorni e fare la stima dei nostri compagni che sono contro questa gestione dell’Area, dei progetti della Como e della stima dei suoi sostenitori.
Vincenzo Cimmino ha detto che le nostre posizioni sono classiste e anticapitaliste e che dobbiamo scrivere un documento di una o due pagine per raccogliere le firme di adesione alla nostra Sensibilità.
Franco Grisolia ha chiuso le sue conclusioni dicendo: “la CGIL è autonoma dai partiti, ma è soggetta alle cricche”.
Ai tempi di Lama e anche di Berlinguer la CGIL faceva quello che diceva la segreteria del PCI.

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