mercoledì 20 novembre 2024

LETTERA A LANDINI


 

Franco Grisolia – Achille Zasso – Gennaro Spigola – Lorenzo Mortara

iscritti Cgil tra SPI e FIOM






Caro Compagno Segretario,




non si contano più gli anni in cui verso Natale, la Cgil va a uno sciopero rituale contro la manovra del governo. Anche quest’anno lo sciopero arriva senza un bilancio del precedente. L’anno scorso si disse “adesso basta”, oggi si incita giustamente alla “rivolta sociale” per fermare la manovra di bilancio, ma non ci si chiede mai se l’azione messa in campo sia adeguata alla durezza dello scontro. Allora scioperammo territorialmente, impensierendo ben poco il governo Meloni. Cosa fa credere che una manifestazione analoga possa invertire la rotta? Allora si disse che era solo l’inizio e che non ci saremmo fermati, ma la verità è che il vero seguito dello manifestazione del 2023 è questo analogo sciopero del 2024, sempre depotenziato perché diviso per territori e sempre lungi dall’impensierire più di tanto la Meloni. Se ci ritroviamo a scioperare nel 2024 suppergiù per le stesse ragioni dell’anno scorso, è perché al di là delle frasi roboanti non abbiamo spostato di una virgola i rapporti di forza.

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